Gabriele

Un famiglia come tante che dopo il primo figlio vorrebbe un fratellino o una sorellina per il dolce Riccardo, nel dubbio dal cielo li mandano entrambi!

Michela e Gabriele, una gravidanza normale, un po’ più faticosa della prima perché erano due ma tutto sembrava scorrere normalmente. Ad un certo punto però, mentre Michela cresceva senza problemi, ci siamo accorti che il nostro cucciolo non si muoveva come avrebbe dovuto, quando aveva10 mesi abbiamo fatto la prima visita: ritardo psicomotorio.

Dall’oggi al domani ci siamo ritrovati in un centro di riabilitazione per 8 ore a settimana. Ricordo quelle ore interminabili ad aspettarlo, lui che piangeva e non voleva andare, non voleva fare riabilitazione, voleva solo stare in braccio alla sua mamma a farsi coccolare e non su un pavimento cercando di fare movimenti che non conosceva e non sapeva come mettere in pratica.

Non smetterò mai di ringraziare le terapiste per tutto quello che hanno fatto per lui in quel periodo, se oggi salta, cammina, sale e scende le scale da solo è per merito loro e della loro tenacia! Giorni, anni difficili quelli, lui spesso urlava, anche quando era dento la sala di riabilitazione e io, che sono sempre passata per essere una donna forte, uscivo e restavo fuori fino alla fine della terapia. Quelle urla di disperazione ti lacerano dentro, sai che devi lasciarlo per il suo bene ma dentro ti senti morire…

Poi la vita prosegue e Gabriele, che non sapeva neanche girarsi supino, inizia a gattonare, poi a tirarsi sulle gambette, ancora fragili a causa del forte ipotono che caratterizza la sindrome e poi finalmente cammina, è ben inserito a scuola, le maestre sono splendide e i suoi compagni quando entra dopo la terapia gli fanno sempre una festa incredibile, mi consegnano i disegni che fanno per lui, lo abbracciano, riempiono il mio cuore di gioia e rendono lucidi i miei occhi. Adesso Gabriele è un bambino felice e sorridente che sa vedere meglio di chiunque altro un cuore sincero a cui regalare i suoi abbracci e i suoi baci.

A tre anni compiuti, dopo ricoveri in giro per l’Italia, finalmente il 26 luglio del 2018 è arrivata anche la nostra diagnosi (o sentenza come la chiamo io); sindrome genetica rara – ATRX

Un acronimo che da solo non dice nulla ma da quel momento un unico pensiero continuava a girarmi nella testa…non possiamo essere soli!

La condivisione è una forza straordinaria che riesce ad alleggerire anche il fardello più pesante e adesso non siamo soli ma siamo diventati la famiglia degli X – Man…

MAI Più SOLI